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Sempre più richieste in tal senso!

Certo, negli ultimi anni le richieste di viaggiatori Celiaci, ma che presentano anche una intolleranza al Lattosio, sono tanti.

D’altra parte se andiamo a guardare i dati, le cifre sono “importanti!. Nella infografica riportata sotto, anche se per grosse macro aree, si leggono percentuali decisamente alte.

Frequente in Italia e generalmente ereditaria, è presente in più della metà della popolazione mondiale (circa il 70%), comunque varia in base all’etnia.

In Italia interessa circa il 50% della popolazione, anche se non tutti i pazienti manifestano sintomi. La percentuale varia in modo significativo in ragione delle zone, con maggiore presenza nel sud Italia e nelle Isole.

Ma che cosa è l’intolleranza al lattosio?

Prendiamo in prestito la corretta definizione dall’associazione italiana che se ne occupa: la AILI (Associazione Italiana Latto – Intolleranti)

“L’intolleranza al lattosio si verifica in caso di deficienza dell’enzima lattasi, si manifesta cioè quando viene a mancare parzialmente o totalmente l’enzima in grado di scindere il lattosio (definita anche ipolattasia).
Il principale zucchero del latte (tra cui latte di mucca, di capra, di asina oltre che latte materno) presente anche in altri prodotti caseari o derivati del latte. Quasi la maggioranza degli zuccheri presenti nel latte (il 98%) infatti è costituita dal lattosio”.

Anche qui, come abbiamo più volte visto, in occasione della Celiachia in relazione alla intolleranza al glutine non celiaca, bisogna fare le opportune distinzioni tra Intolleranza al Lattosio e Allergia alle Proteine del Latte.

Infatti spesso leggiamo, specialmente nel web: allergia al lattosio ed intolleranza al latte, sono naturalmente sbagliate entrambe le definizioni.

A questo proposito vi invitiamo a guardare il video sul sito dellAssociazione Cibo Amico fatto insieme all’Associazione AILI.

Nel video si chiarisce in modo inequivocabile quale è la differenza tra Intolleranza al lattosio e Allergia alle proteine del Latte.

Precauzioni analoghe a quelle utilizzate per il Glutine

Come abbiamo già fatto quando abbiamo parlato in modo specifico del Glutine, anche in questo caso, invitiamo a leggere sempre con molta attenzione le etichette dei prodotti.

Così come per il Glutine infatti, anche il Lattosio viene utilizzato come additivo (ad esempio addensante) quindi bisogna sempre prestare la massima attenzione nella lettura delle etichette.

La stessa attenzione bisogna porla nei confronti dei medicinali, alcuni dei quali contengono Lattosio come eccipiente.

Inoltre dobbiamo fare attenzione a quei prodotti che riportano in etichetta “può contenere tracce di latte/derivati del latte” o “prodotto in uno stabilimento che utilizza anche latte e derivati”.

Questi prodotti non sono idonei per persone allergiche al latte (o alle proteine del latte).

Per gli intolleranti al Lattosio sono generalmente tollerati.

Tutti gli allergeni, in riferimento al Regolamento UE n° 1169/2011, sono indicati in etichetta dunque facilmente individuabili.

Quali prodotti sono da evitare

A tutti quelli che riportano in etichetta: lattosio, lattosio monoidrato, latte, latte in polvere, latticello, burro, burro anidro, panna, siero del latte e simili

Ci sono relazioni tra Intolleranza al Lattosio e Glutine

Abbiamo visto in diversi articoli precedenti che sempre più persone si sono trovate a dover modificare la propria alimentazione per far fronte ad una serie di disturbi derivanti dall’ingestione degli alimenti contenenti glutine.

Le persone che soffrono di tali disturbi devono escludere dalla loro dieta gli alimenti e i prodotti che provocano i danni, mettendo in atto importanti cambiamenti nel proprio stile di vita.

Come si è visto il numero degli individui che soffrono di problemi legati al glutine sono molto aumentati negli ultimi 25 anni e rappresentano oggi una parte non trascurabile della popolazione.

Nella celiachia come nella Sensibilità al Glutine la manifestazione più frequente è quella classica con sintomi gastrointestinali quali diarrea, stitichezza, distensione addominale.

Non sono tuttavia rari altri tipi di sintomi, in primis stanchezza e debolezza.

L’unica soluzione attualmente disponibile per risolvere i sintomi è la totale esclusione del glutine dalla dieta. Tuttavia, non sempre la dieta risolve completamente i sintomi di questi individui.

Quali sono i numeri…e le relazioni?

In una percentuale variabile tra il 5% e il 30% dei pazienti celiaci, i sintomi possono persistere anche dopo un anno dall’inizio della dieta.

Le cause possono andare dall’accidentale assunzione di glutine a patologie “nascoste” che hanno sintomi simili a quelli della celiachia: la più comune è senza dubbio l’intolleranza al lattosio.

Negli individui celiaci, l’intolleranza al lattosio può coesistere allo stesso modo di come accade in circa metà della popolazione italiana, ed avere cause genetiche.

L’intolleranza al lattosio può essere però anche secondaria a quest’ultima condizione.

Quando il danno causato dal glutine a livello dei villi intestinali limita la corretta funzionalità degli enzimi essenziali per digerire i vari nutrienti, tra cui la lattasi.

La cattiva digestione del lattosio, in questo caso, si rivela essere una condizione transitorialimitata al periodo necessario al recupero della corretta struttura intestinale.

Come comportarsi

Sebbene la celiachia non comporti alcuna predisposizione particolare nei confronti di altre intolleranze o allergie alimentari.

La capacità digestiva del lattosio, però potrebbe essere fortemente ridotta, in funzione del danno intestinale eventualmente procurato dall’assunzione di Glutine.

La temporanea adozione di una dieta priva di lattosio deve essere valutata in base al grado di danno intestinale e alla sintomatologia presente.

È stato dimostrato come “il recupero della completa funzionalità digestiva della lattasi sia più lento rispetto a quello degli altri enzimi intestinali”.

“Dopo due anni dell’inizio della dieta senza glutine, la capacità di digerire il lattosio si attesta a solo il 35% del valore normale, nonostante il danno intestinale sia stato risolto”.

Quale normativa in Italia?

Le regole per l’uso delle definizioni riguardanti l’assenza o la ridotta presenza di lattosio negli alimenti, come ad esempio:

“assenza di lattosio”, “a contenuto molto basso di lattosio”, “a basso contenuto di lattosio”, “a ridotto contenuto di lattosio” non sono attualmente unificate a livello Europeo.

Da luglio 2015, il Ministero della Salute ha espresso il proprio parere sulla questione, in modo da poter fornire informazioni adeguate alle aziende e ai consumatori.

In quella occasione è stata emanata la Nota ufficiale dove sono stati riportati gli “Aggiornamenti conseguenti all’evoluzione normativa connessa con l’entrata in vigore del regolamento (UE) 609/2013“.

In questa circolare sono state dichiarate le soglie con cui un alimento può essere definito:
• Senza lattosio
• A ridotto contenuto di lattosio

Cosa si intende per alimenti naturalmente privi di lattosio?

La circolare  del 16 giugno 2016 del Ministero della Salute chiarisce le disposizioni.

Alcuni formaggi stagionati, come ad esempio il Grana Padano o il Parmigiano Reggiano, sono da considerarsi naturalmente privi di lattosio perchè la presenza di lattosio è inferiore allo 0.1%, (fonte: dati dei rispettivi Consorzi).

E’ opportuno precisare che esistono prodotti con un contenuto di lattosio residuo inferiore allo 0.01%.

Diverse aziende del settore hanno iniziato a produrre latte e derivati senza lattosio con “meno di 0.01% di lattosio”, mentre altre stanno spostando la loro linea produttiva dallo 0.1% allo 0.01%.

Queste scelte sono naturalmente influenzate dai dati del commercio del senza lattosio: certamente in forte crescita.

Basti pensare che negli ultimi 5 anni le vendite del latte delattosato hanno realizzato un +38% e nei primi cinque mesi di quest’anno un +11% (Fonte Assolatte).

Il ruolo dell’Associazione AILI

Tra le attività dell’Associazione, è stato recentemente deciso di intervistare soggetti intolleranti al lattosio e di raccogliere le informazioni relative alla soglia di lattosio tollerata dagli stessi.

Considerate intanto che l’intolleranza al lattosio non è riconosciuta come malattia sociale e le Istituzioni non hanno dati a riguardo.

Da queste analisi, risulta che l’80.4% di intolleranti al lattosio intervistati assume prodotti senza lattosio (delattosati).

Inoltre è emerso che il 73.5% del campione tollera prodotti senza lattosio con un contenuto di lattosio inferiore a 0.01g per 100g o 100ml di prodotto (ovvero lo 0.01%).

In conseguenza di tali dati e dell’esperienza pluriennale dell’Associazione, AILI ritiene che un prodotto sia senza lattosio se contiene nella sua composizione: lattosio inferiore allo 0.01% = < 0.01 g / 100 g = < 100 ppm.

 

La Comunità Europea

Già alcuni Stati membri, in attesa che la Comunità Europea emani una normativa specifica, hanno deciso di regolamentare delle buone pratiche per usare alcune di queste affermazioni a livello nazionale.

Finlandia, Norvegia, Svezia, Danimarca, Repubblica Ceca, Spagna, Belgio, Estonia e Francia hanno adottato il suddetto limite.

Questi dati evidenziano in modo chiaro quali siano le necessità degli intolleranti al lattosio, persone che non vogliono rinunciare al gusto ma che esigono maggiore trasparenza, sicurezza e semplicità nell’acquisto.

AILI ritiene inoltre importante sottolineare come tale situazione si estenda anche all’alimentazione fuori casa, dove i dubbi e le incongruenze crescono.

Ricordiamo che l’EFSA stima che circa il 50% della popolazione italiana sia intollerante al lattosio e, aggiungerei, che i prodotti senza lattosio vengono consumati anche da chi non è intollerante, ma ha “solo” difficoltà digestive!

La comunicazione e l’informazione sull’intolleranza al lattosio sta crescendo, ma il lavoro da fare è ancora molto e l’Associazione (AILI)  lavora ad un progetto molto importante!

Il Progetto Senza Lattosio Fuori casa

Il progetto che ha l’obiettivo di in-formare tutti quei locali (ristoranti, pizzerie, pub, B&B, hotel, gelaterie, bar, pasticcerie, laboratori artigianali) che producono e somministrano alimenti senza lattosio, latte e derivati.

Insomma tutti quei prodotti idonei alla dieta di una persona intollerante al lattosio. “Senza Lattosio Fuori Casa” vuole essere sinonimo di sicurezza e qualità in ambito di ristorazione senza lattosio.

“Per la prima volta in Italia è possibile poter mangiare senza lattosio, ma senza rinunciare al gusto e alla libertà di concedersi un pasto fuori dalle mura domestiche!”

Ma in modo sicuro, pertanto i locali che desiderano essere inseriti nel network “Senza Lattosio Fuori Casa” devono risultare idonei e superare alcuni step.

Aderire al progetto significa:

  1. Rispettare le regole per l’alimentazione senza lattosio contenute nel Manuale d’uso Locali Informati Lfree-AILI;
  2. Partecipare al corso di formazione;
  3. Sottoporsi all’attività di verifica e di approfondimento;
  4. Prelievo e analisi del prodotto finito dichiarato senza lattosio (ove possibile e necessaria);
  5. Ricevere la vetrofania Lfree-AILI da esporre e tutto il materiale informativo;
  6. Essere inseriti nella mappa on-line e comunicazione a tutti gli intolleranti al lattosio
  7. Promuovere iniziative ed eventi per far conoscere il proprio locale e la propria cucina
La nostra banca dati si arricchisce e diventa: Gluten Free & Lactose Free

La nostra banca dati già da tempo includeva una serie di soluzioni e servizi necessari ed utili a quei viaggiatori Celiaci che però avevano anche la necessità clinica di osservare anche una dieta priva di Lattosio.

Con il progetto dell’Associazione AILI possiamo dire di poter fornire una soluzione certificata per i nostri viaggiatori Gluten Free & Lactose Free, naturalmente in un’unica struttura e soluzione.

Contestualmente si stanno avviando ed organizzando anche le Associazioni di altri Paesi Europei, che presto includeremo nel nostro catalogo on line.

Siamo quindi convinti che molto rapidamente riusciremo a garantire, come facciamo da anni con i servizi per Celiaci, anche soluzioni combinate e certificate per entrambe le patologie che richiedono attenzione nelle diete.

In Italia molte soluzioni sono già disponibili, e garantiscono la corretta gestione della dieta Lactose Free.

Quindi se avete necessità, richieste, o anche solo curiosità, siamo disponibili su tutti i nostri riferimenti, social, a cominciare dal form sotto riportato.

A Presto Linda & Antonio