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Negli ultimi anni le restrizioni alimentari aumentano in modo importante, vi mostriamo uno studio che arriva dagli Stati Uniti in cui si evidenzia questa condizione.

Ma poi Vi mostriamo anche come evitarla, almeno in viaggio, con le nostre soluzioni.

 

L’isolamento

Lo studio rileva che le restrizioni alimentari fanno sentire le persone socialmente isolate.

È probabile che tu, o qualcuno che conosci, pratichi una qualche forma di dieta ristretta, che si tratti di vegetarianismo, veganismo, pescetarianismo, senza latticini, senza glutine senza soia o qualcos’altro.

Alcuni lo fanno per motivi di salute. Altri lo fanno per motivi etici o religiosi.

Lo studio ha comunque rilevato un aumento del 377% delle allergie alimentari negli Stati Uniti tra il 2007 e il 2016.

 

Le implicazioni sociali

Ma quali sono le implicazioni sociali nel seguire una dieta a ridotto contenuto alimentare?

Una nuova ricerca pubblicata sul Journal of Personality and Social Psychology suggerisce che tali diete possono avere la conseguenza non intenzionale di aumentare i sentimenti di solitudine e isolamento sociale.

“Il consumo di cibo è un’attività sociale, le persone acquisiscono, preparano e mangiano cibo in contesti sociali”, affermano Kaitlin Woolley, Ayelet Fishbach e Rongham Michelle Wang, gli autori dello studio.

 

Le restrizioni e le soluzioni

Le restrizioni alimentari predicono la solitudine.

Persone che non sono in grado di mangiare ciò che mangiano gli altri, in una certa misura, sono meno in grado di legare con gli altri durante il pasto.

Questo è il motivo principale delle continue ricerche di nuove soluzioni che consentono ai nostri viaggiatori di non sentirsi degli esclusi e/o diversi.

Alcune soluzioni forniscono appunto lo stesso menù del giorno e/o a la carte in versione Senza Glutine

Gli studi hanno scoperto, ad esempio, che i bambini subiscono il bullismo a causa delle loro restrizioni alimentari.

E che gli studenti universitari vegetariani hanno maggiori probabilità di manifestare sintomi depressivi.

Inoltre, le persone Celiache spesso si riferiscono alla loro condizione come “una lotta solitaria”.

La maggior parte dei pasti di gruppo comporta l’esperienza dell’esclusione.

Questo aspetto aggravato nel tempo, potrebbe portare a un’esperienza cronica di solitudine tale che coloro che hanno restrizioni alimentari sono, in media, più soli degli individui senza restrizioni.

Alcune nostre soluzioni di viaggio tendono proprio a superare questo aspetto e fare in modo che le soluzioni Gluten Free, oltre che essere fornite con lo stesso menù dei viaggiatori non celiaci venga anche servito con le stesse tempistiche, naturalmente prestando sempre la massima attenzione alla contaminazione incrociata.

La ricerca

Per testare la loro ipotesi, i ricercatori hanno reclutato 495 adulti americani per partecipare a un breve sondaggio online.

I ricercatori hanno chiesto ai partecipanti di segnalare eventuali restrizioni alimentari che avevano (ad esempio, arachidi, crostacei, soia, celiachia, sensibilità al glutine, vegano, Kosher, diabetico, ecc.), Nonché di valutare quanto si sentissero soli.

Coerentemente con la loro ipotesi, hanno scoperto che avere una restrizione alimentare era associata a livelli più elevati di solitudine. 

E la dimensione dell’effetto non era piccola.

I ricercatori hanno riferito che la relazione tra restrizione alimentare e solitudine era equivalente in grandezza all’associazione tra non sposati e solitudine.

 

I motivi religiosi

Successivamente, i ricercatori hanno tentato di trovare prove causali che collegassero le restrizioni alimentari all’isolamento sociale. 

Per fare questo, hanno reclutato un gruppo di ebrei americani per partecipare a uno studio simile, con una differenza fondamentale: i ricercatori hanno progettato lo studio in modo che si svolgesse durante e dopo la Pasqua ebraica (una festa ebraica di una settimana durante la quale gli osservatori si astengono dal mangiare cibi lievitati) .

Hanno predetto che i partecipanti avrebbero sperimentato un maggiore isolamento sociale durante la settimana di Pasqua che dopo a causa della restrizione dietetica temporanea.

Hanno scoperto che era così.

In particolare, ricordando ai partecipanti la loro restrizione alimentare e poi chiedendo loro di valutare il loro livello di solitudine, i partecipanti hanno riportato livelli più elevati di solitudine quando la restrizione alimentare era in vigore.

E questo era particolarmente vero per le persone che consumavano pasti con non osservatori rispetto a coloro che mangiavano la maggior parte dei loro pasti con i membri della loro comunità religiosa.

Gli autori concludono: “Sia le restrizioni alimentari che la solitudine sono problemi sociali in aumento; questa ricerca ha scoperto che potrebbero essere correlate “.

 

Le nostre soluzioni di Viaggio

Abbiamo voluto evidenziare questo aspetto divenuto sempre più importante.

Perchè, laddove è possibile, cerchiamo soluzioni che possono garantire, al di là della mera garanzia di contaminazione da Glutine, soluzioni che prendono in considerazione gli aspetti trattati sopra.

In modo da cercare i servizi che riescono a dare di più, fornendo magari lo stesso menù fornito per i non celiaci, facendo in modo da avere le stesse tempistiche, cercando sempre più esperienze gastronomiche Gourmet Senza Glutine.

Ecco un’altra esperienza in tal senso che vale la pena di vivere, magari anche in un fine settima lungo

A presto Linda & Antonio